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IL MERCATO

L’esperienza decennale acquisita nelle aree “sport e news”, nella catalogazione e nella digitalizzazione per i broadcaster nazionali,  ci permetteva di acquisire un know-how significativo per svolgere una attività di consulenza poco frequentata dai vendor tradizionali più orientati al boxmoving tecnologico e all’aggiornamento hardware inteso unicamente come standard di produzione o trasmissione. Sembravano buone le prospettive per le molte Newsroom da organizzare anche nelle Televisioni territoriali quanto nelle tematiche. Da qui la scelta di integrare soluzioni di terzi (e da noi validati) a specifici prodotti nostri, per la gestione di contenuti multimediali (Newsroom e Media Asset Management in particolare) possibilmente anche con sistemi di playout aperti e non proprietari,  dai costi abbordabili per realtà locali.

Da Fornitori di servizi tecnologicamente avanzati (Sigeco) a software house (NexTV) dedicata ai processi di produzione televisiva, in nove anni di esperienza nell’ambito del supporto alla transizione di diverse TV Locali dall’analogico al digitale ( Videolina, BresciapuntoTV,Telearena, Videostar, Centroserena fra le prime, senza dimenticare i sistemi per la titolazione dei dati di borsa di CNBC Italia di Class Editori)  possiamo dire di aver cominciato a privilegiare  l’aspetto organizzativo e progettuale. Possiamo ben dire che oggi la nostra massima attività sia quella di promuovere presso l’emittente la crescita di una cultura digitale che va ben oltre il semplice utilizzo di tecnologie.

Nonostante la grande crisi in atto, crisi che vede gli editori televisivi in una difficoltà senza precedenti a causa dei risvolti legati alla rivoluzione portata da Internet, riteniamo ancor più valida la nostra proposta di sottoporre alle Televisioni una rivisitazione delle proprie strategie e modelli di business. In discussione è il ruolo dell’editore televisivo ( e non solo) e di conseguenza i nostri interlocutori primari non possono che essere agli editori stessi coi quali stiamo cercando un confronto per coinvolgerli su modelli non a loro usuali. Impresa difficile ma che non è impossibile se capiscono che la rivoluzione digitale tocca l’essenza stessa della TV che il più delle volte ha difficoltà ad interpretare ciò che sta accadendo. Serve infatti a poco incolpare la crisi economico finanziaria e tantomeno la politica (che non sembra più in grado di sostenere a pioggia gli editori) di una situazione non più sostenibile. La crisi è mondiale e colpisce maggiormente chi non sa innovare e chi non sa reagire con appropriati interventi strategici e organizzativi.

Quanti editori televisivi dimostrano oggi di avere una strategia che non sia quella di attesa passiva e di pura riduzione di costi? Quanti stano investendo sulla cultura digitale e sulla cultura d’innovazione per uscire dalla crisi? Quanti stanno sperimentando nuovi modelli di business ed un approccio serio all’integrazione con Internet? Il nostro mercato oggi pare inginocchio, ma il nostro compito è quello di proporre una nuova idea di Televisione Locale.